28a Coppa Dalla Favera

Vince la 28° Coppa dalla Favera:    CANE’ – GALLINI su Lancia Beta Montecarlo
secondo: CLERICI – RESTELLI su Porsche 356
terzo: BOSCHIERI – FRASCAROLA su Fiat 127  sport
17° BIASCI – BALESTRA su A112 Abarth
73° BALLONI – BALLONI su Lancia Flavia Coupè
Ricci e Gualtieri ritirati
Giunta alla 28° edizione, la Coppa Dalla Favera è oramai considerata dagli appassionati un punto di riferimento nel panorama internazionale delle gare invernali di Regolarità Autostoriche sia per la bellezza del percorso che per la particolarità delle località attraversate. Unica gara invernale a poter vantare una tradizione, nacque nel lontano 1956 grazie all’Automobile Club di Padova, per ricordare il giovane e promettente pilota Mario Dalla Favera, tragicamente scomparso nel corso di una cronoscalata automobilistica. Considerata all’epoca il “Montecarlo” italiano, non tradisce le aspettative degli amanti della guida su fondo innevato, che trovano in questa manifestazione grande appagamento. Quest’anno il percorso è stato ulteriormente rinnovato rispetto alle edizioni precedenti e toccherà località inedite per raggiungere le quali si transiterà su strade secondarie ad alto “rischio” di innevamento. Tre saranno le tappe da effettuare per un totale di 550 km tra passi alpini e vallate ai più sconosciuti. Dopo le verifiche di rito che avranno luogo venerdì 11 febbraio presso la cittadina medioevale di Marostica (teatro della famosa partita a scacchi con personaggi viventi) i concorrenti raggiungeranno il parco chiuso allestito in Prato della Valle a Padova ove avrà luogo nella serata la partenza della prima tappa. Dopo una seconda tappa notturna i concorrenti transiteranno sul traguardo del Monte Grappa nella mattinata di sabato. Dopo un meritato riposo ripartiranno per la terza tappa nel pomeriggio di sabato da Piazza degli Scacchi a Marostica che sarà anche luogo di arrivo della stessa. La cena e le premiazioni infine si concluderanno nella prestigiosa cornice del Ristorante Dalla Rosina di Marostica.

 

Portacolori per il  CRONO PRATO l’equipaggio GUALTIERI – MOROSI

Ai nastri di partenza un nutrito gruppo Toscano e grandi amici :  BALLONI – BALLONI    BIASCI – LIVERANI BALESTRA   FEDELI – RICCI

In bocca a i Lupo….

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Prime impressioni del sabato mattina..

Giovanni: “Bella la gara ma troppo tirata per la nostra 850 .. non riuscivamo ad arrivare in orario dato il ritmo.. ma è molto divertentelo stesso. “

Enio: ” E’ dura, ma mi piace lo stesso. Siamo arrivati a tutti i Co nei tempi..tranne uno che a tutti è risultato troppo tirato sembra per tutti. Alcuni passaggi mi sono riusciti bene altri meno. ooon le fotocellule non le digerisco”

24 pensieri su “28a Coppa Dalla Favera

  1. grande mauro, sempre il solito mattacchione e estremamente coraggioso al contrario di un’altro personaggio…..e non dico altro……ahahahahahah. dai dai dai anche te l’anno prossimo dai dai dai!

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  2. Comlimenti a tutti gli amici che hanno partecipato alla gara,un viva speciale alla coppia Balloni Balloni epici con il cronometro. Risultato eccezionale di Enio e navigatore.A parte che Giovanni con la furia ha preso la prima macchina che è, capitata , per l’appunto era l’850 , Alessio si e’ accorto dell’errore ma era tardi , e a detto va be’ diamoci dentro con i tempi , è cosi e’ stato,……Grandi.!!!! Eccezionale Roberto , complimenti per il coraggio di aver partecipato con an’auto di 50 e passa anni cosi’ adesso sai cosa vuol dire gareggiare con poco raggio di sterzata, poca ripresa,senza servo freno,meno visibilita’ ,ma in copmpenso l’aria fredda non manca, nonostante tutto il manico si vede,a parte i 300 forzati le tue medie sono le solite anche con con la cinquantenne,poi mi sspieghi come fai….. A parte gli scherzi grazie a tutti con i vostri commenti mi avete fatto rimpiangere di non aver partecipato,ma nel 2012 sono dei vostri , un altro toscano sara’ al via . solo con l’intento di divertirmi.Ciao Mauro

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  3. con la A112 è escluso.
    Primo perchè è un 1981, ovvero un settimo raggruppamento e da quest’anno è considerata per la CSAI un auto moderna.
    Secondo perchè non è conforme alla vettura originale.
    Devi farla con la Fulvia.

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  4. Ora ho capito a cosa si andrebbe incontro a partecipare alla gara epica !!!!

    Ed e’ anche per questo che credo che non la faro’ a breve.
    IL solo fatto di dover partire per forza in fondo e trovarmi davanti dei fermoni che impicciano e fanno perdere tempo e basta mi farebbe andare non in bestia…..di ++
    Io una gara del genere la vorrei fare perbene senza che il risultato sia influenzato da altri , con tutto il necessario per ben figurare cioe’ auto,gomme, strumentazione, ecc….
    Lo so magari non e’ lo spirito giusto per partecipare, pero’ fare 800 km di trasferta come dice Roberto e stringere un pugno di mosche in mano non mi andrebbe giu’.
    Per ora mi basta Civitella ( anche se quest’anno non la potro’ fare causa lavoro….sigh ) o la 50 miglia.

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    • E perchè dovresti partire in fondo?
      Fai almeno una gara titolata all’anno (per esempio la Collina che è bellissima) ed entri nel rating della classifica top driver CSAI.
      Tu non dovresti avere difficoltà a classificarti almeno come “A”, e alla Favera partiresti nei primi 15 di sicuro.

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    • Mahh se dici che basta una sola gara per poter partire in buona posizione allora ci potrei anche pensare….il problema e’ riuscire ad avere la fiche CSAI per la A112 .
      Credi che conciata come e’ verrebbe accettata dai commissari alla partenza ?
      Cioe’ cofano modificato, sedili non originali, tetto a scacchi e marmitta stubata ?
      Solo il motore e’ ok….anzi super !
      Attualmente ho anche problemi insormontabili per poterla iscrivere ad un registro e renderla storica a tutti gli effetti.
      Se invece di farmi abbindolare dal prezzo avessi scelto una macchina normale sicuramente tutti questi problemi erano risolti in partenza.

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  5. Queste sono gare vere ragazzi…..quelle che ti lasciano dentro i ricordi da raccontare per anni, che ti lasciano dentro la voglia di far passare alla svelta un anno per poterla rifare.
    Nulla di ciò che conoscete di locale è assimilabile alla Coppa Dalla Favera, nemmeno la bellissima Civitella che è la più briosa e completa delle gare locali, che al confronto è un raduno per carrozze.
    Se dopo aver fatto la Favera vi ritroverete in un piazzale con tre tubi a fare i criceti nella ruota vi chiederete:”ma che cazzo ci sto a fare qui?”
    Iniziate a pensare di provare a farla.
    E’ una costante sfida con se stessi.
    Non ve ne importerà quasi nulla della classifica e degli avversari.
    Sarete solo felici di esserci stati, soddisfatti di averla terminata, contenti di aver resistito alla fatica, al sonno, al freddo, e di aver sfidato il ghiaccio sulla strada, insidioso….
    Sarete orgogliosi di voi stessi.

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  6. Bellissima sorpresa questa mattina; Mi ha chiamato il mio naviga dicendomi di andare a vedere la classifica aggiornata.
    Hanno tolto il 300 della 2° prova e inserito il tempo reale 27, e dal 39° posto siamo risaliti al 17°assoluto, e 4° del 7 set.mo raggruppamento.
    Io voglio essere più ottimista di Roberto, e sperare che gli equipaggi toscani per la Farera 2012 sia più numerosa di quest’anno.

    Enio

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    • sono notizie che ti lasciano il sorriso in bocca per giorni… queste.. specialmente se la gara di chiama Favera.. Segno che i cronometristi se vogliono fare il lavoro a manifestazione conclusa … è possibile farlo!!! Un plauso a enio e il suo naviga per questo ottimo piazzamento e un plauso al servizio cronometraggio che ha dato il degno riconoscimento a un grande equipaggio.

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  7. Bravi ragazzi anche a tenere alto l’onore della Toscana !
    Io per vari motivi credo che non potro’ mai fare la Favera, pero’ ho letto i racconti dei partecipanti ( sul forum regolarita’) ed ho capito che e’ stata una gara vera, come il Montecarlo Historic.
    A Enio, Roberto e Giovanni chiedo: le medie erano assimilabili a quelle di Civitella ?
    Inoltre, come ci si regola con le fotocellule rispetto ai pressostati ?

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  8. devo dire grande enio, balloni balloni e paolo. la gara e’ veramente stata durissima e devo dire anche che il biasci ha fatto un gran bel lavoro! bella esperianza con una squisita compagnia…..da ripetere.

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  9. Ecco le prime impressioni del dopo favera dell’equipaggio N° 101 Biasci Balestra.
    Anche se alla fine della gara e più morti che vivi, la prima cosa che abbiamo detto: il prossimo anno ci torniamo. (e sarebbe la 5° partecipazione consecutiva) Ma veniamo alla gara; partiamo per la prima tappa, ci accorgiamo subito che i tempi delle prove sono molto tirati, ma noi si riesce a stare sempre nei tempi e passare in maniera corretta dalle fotocellule. L’unica volta che siamo arrivati in ritardo è stato al CO di fine prima tappa, che fortunatamenta è stato annullato.
    All’inizio della seconda tappa comincio a combattere contro il sonno, ma fortunatamente Paolo non dorme (beato lui) e in molti trasferimenti ha guidato lui.
    Inizia la terza tappa Val D’inverno.
    Io credevo che fosse un giretto tanto per fare l’ora di cena, INVECE:
    Prova di 2 Km circa da fre in 3 minuti e mezzo, pertenza con fotocellula subito dopo un ponticello stretto, strada sterrata, a subito dopo serie di tornanti, stretti , ripidi. sconnessi con tanto pubblico che urlava e incitava i concorrenti, sembrava di essere in una prova speciale del Sanremo anni 80.
    La seconda prova Laverda, come la prima tempo tiratissimo. con passaggio in mezzo alle case stretto, e fondo stradale in cemento distrutto.
    Queste 2 prove le abbiamo fatte 2 volte, prima di giorno, ed è stato divertente, la seconda volta di notte divertente ugualmente ma……… diciamo che a volte siamo andati un pò a tasto.
    Finita la gara andiamo al ristorante, all’ingresso del locale sono esposte le classifiche, vado a controllare i miei passaggi, e mi accorgo di un 300 sulla 2 prova, tutto il resto diciamo che torna.
    Ho provato ad andare dai cronometristi, ma purtoppo era troppo tardi per la eventuali verifiche dei tempi, l’orario massimo per i reclami erano le 20,30. mentre io sono arrivato al ristorante dopo le ore 21,00.
    Ora guardando i tempi con calma credo di aver capito da dove viene fuori il 300 della 2° prova, mi hanno dato lo stesso tempo di uscita prova dell’equipaggio n°104
    Quindi 630 penalità totali, togliendo il 300 scendiamo a 330 e aggiungendo la media 18 andiamo a 348, e dalla posizione 39 salirei al 18° posto, e 4° del 7 raggruppamento.
    Concludo ringraziando gli amici della spedizione Favera 2011 che sono:
    I fratelli Balloni, l’equipaggio Gualtieri Morosi, Roberto Ricci, e Francesco Mannori.
    Speriamo che per la favera 2012 il numero equipaggi toscani sia più numeroso.

    Enio

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    • enio………..è stato bello seguire la manifestazione ed un gruppo di amici, non mancherò il prossimo anno magari riuscirò a correre………….nel frattempo quest’anno ci alleneremo. Saluti Francesco

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  10. Hanno pubblicato le classifiche con tutti i cronologici.
    Rammarico ancora più grande, le penalità che abbiamo fatto nelle prove buone sono ancora meno (mi avevano detto un 7 per un 1).
    A parte il “25” di cui vi ho raccontato nelle altre 5 prove abbiamo fatto 15 penalità (la media di 3!!!)
    E’ incredibile ma sembra proprio che pur non avendo mai fatto un passaggio di prova avevo trovato un buon feeling con la scorbutica ed ostica inglesina…….
    Come dice il buon Leo Fabbri, “con i se e con i ma la classifica non si fa”…..però le potenzialità di fare un risultato,analizzando i dati, c’erano, e son qui che penso alla Favera 2012…..

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  11. Restiamo in trepida attesa per il racconto fatto dai partecipanti.Roberto Skorpio che e successo????? Giovanni e Alessio perché una decisione tanto drastica????
    Enio,Paolo,Mauro,Marcello fino in fondo come e’ andata????
    Dai almeno un giro di parole da parte vostra,………
    Io in culo alla balena l’avevo scritto a tutti,ma mi sa che ha funzionato per meta’:):):)…….
    Paolo Cadoni

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    • ci siamo ritirati all’ultima prova perche’ era una replica ma abbiamo fatto ben 530 km in totale ma siamo riusciti ad arrivare in tempo utile solo su una pc e su due co ma ne’ e’ valsa la pena per il prox anno si preparera’ un’auto con un po’ di piu’ cavalli ma ci siamo divertiti un monte lo stesso dato che la compagnia era ottima un grazie come sempre ad Enio(lo so sembra quasi un’abitudine)ma e’ sempre una splendida persona

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  12. Che dire, era una sfida nella sfida fare la Favera con quel mezzo, e la sfida (per stavolta) è fallita.
    E’ andato tutto storto, ma resta l’ennesima Favera, ed è sempre bello poter dire: io c’ero.
    Ben 4 300 in 11 prove, e un ritardo di quasi mezz’ora al CO3 ci hanno consigliato che non era il caso di insistere.
    Peccato, perchè il divertimento era unico, e tra l’altro, nelle restanti 6 prove, a parte un 25 che praticamente ho fatto deliberatamente (pensavo di aver aperto in ritardo perchè ho sentito il beep di quel cxxxx di Tripy azionato da Pico, e quindi in chiusura ho anticipato intenzionalmente…ma in realtà avevo aperto bene) dicevo, a parte sto 25, nelle altre 5 prove ho fatto: 7,1,5,7,1.
    E questo mi conforta molto. Se si pensa che quella macchina non è per niente semplice , ha la visibilità particamente di un carro Leopard, e che non ci ho fatto nemmeno UN passaggio (e Pico mi è testimone) devo dire che me la sono cavata bene.
    A parte questo, e il divertimento di guidare un oggetto fuori dal tempo, come dicevo, il resto è andato storto.
    Primo 300 sulla prova 2.
    Stretta, tortuosa, con infiniti ripidissimi tornanti stretti.
    La Morgan non girava, la prima non sincronizzata poi mi costringeva a fermarmi per innestarla anche quando avrebbe potuto girare, perchè la pendenza e l’angolo molto stretto non mi consentiva di farli in seconda.
    Manovra dopo manovra, il tempo passava, passava….
    Faticavo come un mulo della Barbagia, sudavo come se fossi stato in Marocco a causa del pesantissimo sterzo della Mog, privo di ritorno (stesso sforzo anche per rimetterlo dritto) e con il vetro appannatissimo nel tentativo di recuperare il tempo perso nelle manovre su una destra molto sporca la Mog perde aderenza sull’anteriore…..lascio il gas e non freno nel tentativo di far riprendere il grip ma il volante gira come quello delle automobiline delle giostre e la macchina va dritta.
    Solo a un metro da una rete metallica di recinzione freno, ma ovviamente non succede assolutamente niente, e la Mog si adagia sulla rete.
    Avrei voluto morire.
    “Forza forza…..non è successo niente” mi dice Pico cercando di rivitalizzarmi.
    Riparto, e cerco di andare più veloce che posso, ma da quel punto in poi senza più voler rischiare niente.
    Il Bilzz finisce di sbippare a circa 4 secondi dalla fotocellula: 300.
    Evvai.
    Fa niente……alla Favera che vuoi che sia un 300…..
    E invece, era solo il primo.
    Sulla prova 6 ci accorgiamo alla fine che lo spinotto del pulsante si era staccato: il cronometro non era partito (e siamo a 600)
    Sulla prova sette, pico gira due pagine del radar, crede di essere sulla 8 e facciamo partire il tempo corrispontente (ovviamente sbagliato): e siamo a 900.
    L’umore non è altissimo.
    Facciamo le altre prove.
    Ho la percezione di andare bene, per quel che può servire.
    Nell’ultimo trasferimento della prima tappa, un altra chicca di questa sfigata nottata.
    Il fighissimo e tanto decantato Tripy pensa bene di perdersi i satelliti e rimane “paralizzato”.
    Quando Pico se ne accorge non sappiamo quanta strada abbiamo fatto, e guarda caso, siamo in uno di quei tratti di road book in cui si dice “5Km” (dove in mezzo c’è di tutto) e poi bisogna girare in una stradina del cxxxx senza riferimenti : in pratica senza la distanza è impossibile riconoscerla.
    Ci perdiamo e vaghiamo nella notte per un pò, poi ci viene in mente che il CO è da Cornale, e mettiamo sul Tom Tom “Cornale” e ci ha pensato lui a portarci fino a fine tappa, con un notevole ritardo.
    Io e Pico ci guardiamo: “si va a letto?”
    La risposta ci trova concordi.
    Ecco la mia settima Favera.
    Non finirò mai di ringraziare Pico di avermi dato l’opportunità di disputarla, affidandomi il suo prezioso gioiello: un attestato di stima che ho apprezzato moltissimo.

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  13. Complimentoni ad Ennio ed ai fratelli Balloni, peccato per Roberto e Giovanni , entrambi con macchine poco adatte a questa gara, specialmente la Morgan .
    Roberto ha detto che ci sono stati grossi problemi anche con il Tripy II che ha perso la ricezione dei satelliti ed ha fatto quindi sbagliare strada.E pensare che l’ho preso anche io in modo da sostituire il mio tripmaster Mega. Ancora una volta la pubblicita’ ingannevole di un nuovo apparecchio fantasmagorico si e’ rivelta quello che e’: una mezza ciofeca, anche peche’ il Tripy non e’ per niente facile da utilizzare e con molte lacune nel software.

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    • Marco è chiaro a tutti che un gps puo’ perdere il segnale … in situazione limite anche se dotato di mega antenna. Quindi stai tranquillo nn hai fatto un acquisto incauto ma hai preso un sistema che basa la sua funzionalità su un segnale gps con tutti i suoi annessi e connessi.
      Per quanto riguarda il software non avendolo mai usato non posso dire nulla.

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