24° Winter Marathon

Sono Ezio e Francesca Salviato, padre e figlia provenienti da Varese, ad iscrivere il loro nome nel prestigioso albo d’oro della Winter Marathon. Per loro anche una rivincita contro la sfortuna dopo che a poche ore dal via della scorsa edizione avevano dovuto rinunciare alla partecipazione per un guasto alla medesima Lancia Aprilia con la quale si sono imposti davanti agli altri 157 equipaggi al via.

Secondo e terzo posto per i piloti ufficiali del Museo Storico Alfa Romeo Alessandro Gamberini (Alfa Romeo Giulietta TI del 1962) che ha preceduto al traguardo Fabio Salvinelli (Alfa Romeo Giulia TI Super del 1964). 50esima posizione per l’ex pilota di Formula 1 Ivan Capelli, che su una Volvo PV544 del 1965 in coppia con Gianni Lenzi, si è detto entusiasta della sua partecipazione. Grande protagonista della gara è stata anche la neve che ha accompagnato per tutta la seconda parte di gara ai concorrenti chiamati ad affrontare in rapida successione i Passi Pordoi, Campolongo, Gardena, Sella, Costalunga e Mendola. La fitta nevicata si è protratta fino all’arrivo a Madonna di Campiglio. Nel pomeriggio la manifestazione è proseguita con il Trofeo MotorStorica, riservato alle vetture anteguerra scoperte, nel quale si è imposto ancora una volta (dopo il successo del 2011) l’equipaggio Sandrolini-Venturi su Citroen 11 AL Roadster del 1937 davanti a Spagnoli-Parisi su Fiat 508 S Balilla Sport del 1932 e all’altra Citroen 7C Cabriolet di Bonfante-Morellato. E’ stata poi la volta del Trofeo TAG Heuer Barozzi, riservato ai primi 32 equipaggi classificati della Winter Marathon nel quale si è imposta per il secondo anno consecutivo la Lancia Aprilia di Giuliano Canè (quest’anno navigato da Gianmarco Rossi) davanti alla Porsche 356 C di Barcella-Ghidotti e alla Innocenti Mini Cooper del duo Belometti-Passi.

Classifica finale

” Chi ha avuto l’audacia (visto il mio dolce carattere) di correre con me, sa che “sento la gara” in maniera patologica, avevo una tensione tale che il Gambero mi ricordava che dovevo respirare!
Il cuore mi batteva all’impazzata, mi sentivo addosso una responsabilità gigantesca… cavolo… navigavo e sdoppiavo il “grande Gambero” per la prima volta e la paura di non essere all’altezza mi
attanagliava alla gola, ci siamo allenati per settimane con Ale, ma sui tubi… e le fotocellule, si sa, sono bastarde dentro!!!
Dopo l’ennesimo controllo di tutti gli strumenti, prendo in mano lo sdoppiatore, appoggio la testa e finalmente partiamo.
La tensione resta, ma almeno ricomincio a respirare regolarmente.
Le prime prove sono di giorno, c’è il sole e le righe per terra che fungono da pressostato si vedono così così, arriviamo al “famigerato” Safety Park di Bolzano, dove tutte le prove sono “storte” e facciamo un po’ schifino ma siamo ad un terzo della gara e la storia è ancora lunga!
Ma adesso viene il bello…
Volevamo la neve???
Porca miseria… abbiamo gareggiato per oltre 200 km in mezzo alla bufera!!!
Le strade si sono ammantate di neve fresca in poco tempo, sui passi era un delirio, sdoppiare con il finestrino aperto, le fotocellule e la neve in faccia è da mettere tra gli “sport estremi”!!!
Il Gambero è una macchina da guerra, non molla mai, la Giulietta 1300 ha poco motore (ed una navigatrice di un “certo peso” non aiuta) e fatica a salire, su per i passi in prima, in seconda non ce la faceva proprio!!!
Sbagliamo veramente poco, ci consultiamo, a volte ci scappa anche più di una risata e nelle discese facciamo i “numeri”.
Traversi a non finire, con l’equipaggio Cibaldi-Costa che ci segue a ruota, facciamo gli asini e cominciamo veramente a divertirci, in fondo siamo qui per questo!!!
Inanelliamo una serie di prove ottime, ma al Pordoi la macchina slitta e ci becchiamo un bel ritardo.
Finiamo la gara sapendo di aver fatto bene, ma giunti al Savoia ci sono dei tempi che non tornano.
I cavalli si possono prendere sui tubi, ma non certo con le fotocellule, strani anticipi che diventano ritardi e viceversa… parlo con gli altri e mi accorgo che abbiamo tutti lo stesso problema.
Qualcuno urla, qualcuno si lamenta… io mi limito ad attendere con il cuore in gola il risultato delle ultime 4 prove: 14 centesimi, media del 3,5… il Gambero è un fenomeno ed io sono un cecchino!!
Faccio il calcolo delle penalità, con lo scarto della peggiore (un 25 al Passo del Pordoi), siamo primi con 247 penalità contro le 259 (con lo scarto di un 37) dei Salviato!!!
Ma… e il coefficiente???
Mi si gela il sangue… i Salviato hanno una macchina del 1939 e noi una del 1962!!
E’ finita… siamo secondi… mi viene il magone, ho i lucciconi… sarebbe bastata una manciata di penalità in meno, magari ho cannato un’apertura, magari Ale ha anticipato un po’ troppo una prova e per un soffio non portiamo a casa la gara!
Torno in albergo alle 6.45 della mattina del sabato distrutta dalla stanchezza, con un gusto dolceamaro in bocca… potevamo fare meglio?
Non lo so, abbiamo dato veramente il massimo, non abbiamo mollato mai, la concentrazione è stata mantenuta dall’inizio alla fine, ma contro i coefficienti non è stato sufficiente.
Il sabato mattina sul laghetto siamo stati cacciati fuori ai quarti di finale, ridendo ci siamo dati vicendevolmente dei “fagiani”, ormai era fatta e la tensione e le incazzature (mie, non di Ale) hanno lasciato spazio ai festeggiamenti con gli amici.
Rifarei questa gara? Assolutamente sì, con il Gambero stiamo già parlando di come allenarci per la WM del 2013!!!
Ed ora i doverosi ringraziamenti:
in primis al Gambero, per la fiducia incondizionata che mi ha dato. Strumenti, road-book e bora sotto il mio assoluto controllo, non ha mai dubitato di me e questo mi ha fatta sentire indispensabile, dandomi la possibilità di imparare moltissimo e di crescere ancora di più in questo sport che per me è una vera passione.
A tutti gli amici presenti che si sono complimentati con noi e che durante la cena di gala ci hanno dimostrato un grande affetto.
Ai nostri avversari che sono stati corretti e consapevoli della nostra “vittoria morale” e che si sono profusi in sinceri complimenti.
Agli amici che ci hanno seguito da casa, che hanno fatto le ore piccole con noi in trepidante attesa del risultato finale, che ci hanno mandato mille messaggi e fatto mille telefonate tendendoci informati dei nostri risultati, per congratularsi e per farci sentire il loro calore ed affetto.
Ringrazio soprattutto quelli che non ci hanno detto nulla, che ci hanno ignorati, che hanno finta di niente, che ci hanno guardato con sufficienza. E’ grazie a loro che siamo ancora più motivati a fare sempre meglio!! ”

Un abbraccio a tutti dalla vostra “sdoppioquasialcentesimoanchesullefotocellule”

dal forum regolarità.it

Un pensiero su “24° Winter Marathon

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...