30° Coppa Dalla Favera

FINAL CLASSIFICATION   
P. No  Driver CoDriver Car/Team Gr/Cl  Top Driver Score
1. 18  ITA F. BOSCHIERI ITA M. FRASCAROLI FIAT 127 SPORT/PIENNE CORSE 7/7  A   146
2. 4 ITA G. CAVAGNA ITA A. SENECI LANCIA FULVIA COUPE’ 1.3 S/EMMEBI 70 CLASSIC 6/6  TOP 153
3. 3 ITA V. RIMONDI ITA L. FAVA VOLVO PV 544 SPORT/NETTUNO 4/4  TOP 172
4. 2 ITA G. BARCELLA ITA O. GHIDOTTI PORSCHE 356 C/ 4/4  TOP 197
5. 11 ITA G. NARDIELLO ITA M. BONFANTE INNOCENTI MINI COOPER 1.0/CMAE 5/5  A 221
6. 5 ITA M. AIOLFI ITA W. DALMINI AUTOBIANCHI A112 ABARTH/F.M. FRANCIACORTA MOT. 7/7  TOP 237
7. 113 ITA L. DE MARCO ITA M. DE MARCO AUTOBIANCHI A112 ABARTH/ADRENALINA MOTORSP. 7/7 257
8. 12 ITA M. SENNA ITA V. SUARDI BMW 2002 TII/BLACK EAGLES 6/6  A 295
9. 28 ITA P. CRISTIANO ITA M. COLPANI PORSCHE 911 ST 2.5/BRESCIA CORSE 6/6  C 313
10. 99 ITA D. BOSSI ITA M. BOSSI OPEL KADETT GTE/CLUB OROBICO 7/7 313
11. 10 ITA R. PINI ITA A. FORZI LANCIA FULVIA COUPE’ 1.3 S/KINZICA 5/5  A 327
20. 40 ITA M. BALLONI ITA M. BALLONI LANCIA FLAVIA COUPE’ 1800/LA GHERARDESCA 4/4 504
26. 16 ITA E. BIASCI ITA P. LIVERANI BALESTRA AUTOBIANCHI A112 ABARTH/A112 CLUB ITALIA 7/7  A 746
52. 78 ITA R. VOLPI ITA L. FANTI LANCIA FULVIA HF 1600/KINZICA 6/6 1.643

 

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2 pensieri su “30° Coppa Dalla Favera

  1. Commentare la mia ottava Favera è difficile. Cosa c’è che non ho già detto, descritto, raccontato, svelato, di questa gara epica? Sapete tutto. La Favera è la Favera.

    Tutto accade in una notte, il possibile e l’impossibile, il bello e il brutto. La fortuna e la sfiga si rincorrono e si cercano, e in mezzo ci sei tu, chiuso nella tua scatola, a sfidare il tempo, il freddo, la stanchezza, il ghiaccio, la neve, la notte….per 600 km. Quando scendi dalla pedana di Prato della Valle sai che devi correre, sai che devi mettere in banca il tempo, perchè ti servirà, lo spenderai a poco a poco per compensare i momenti in cui lui passa, ma la strada sotto di te non passa.

    E’ una gara automobilistica di regolarità vera, ma non basta essere preciso il più possibile, è necessaria anche l’abilità nella guida, il saper gestire la meccanica e le proprie forze. Le strade sono forestali e demaniali, spesso, “al naturale”, una sfida nella sfida. Per questo la Favera si attende, si inizia a preparare la successiva un minuto dopo essere arrivati alla fine di quella appena disputata. E’ speciale.

    Questa l’ho condivisa con Valeria. Anche lei l’aspettava, era affascinata dai racconti, e ha voluto provare quelle emozioni che tutti descrivevano nelle loro storie. Esperienza poca, qualche gara (una decina) tutte del Campionato Italiano. Pigrizia genetica, tendenza a soffrire il freddo congenita. I requisiti base avrebbero sconsigliato di affrontare questa sfida, ma quando qualcosa è fortemente voluta, si fa! La sorpresa è stata scoprire invece la sua abilità nella navigazione nelle condizioni più critiche,anche dopo molte ore e molti km, e sotto pressione dalle medie tutt’altro che agevoli. Precisa, essenziale, impeccabile. Il malessere che l’ha messa “out” alla fine della prima tappa non le ha consentito di poter vedere l’arrivo, e poter vivere totalmente questa avventura. Peccato. Doverci ritirare ha interrotto un divertimento unico, una simbiosi equipaggio vettura fino ad allora perfetta. Anche la mia macchina è stata eccezionale. Era stata preparata bene, era stata controllata e ricontrollata.

    Uno dei piaceri della Favera è anche questo…..pensare alla macchina, prepararla con cura. Il motore cantava senza perdere un colpo, era molto veloce, stabile, sicura. Affrontare i tornanti ghiacciati, il misto veloce in discesa innevato è stato divertentissimo. In mezzo a tanto divertimento, si doveva pensare anche ad essere più precisi possibile. Non facile. Le fotocellule di per sè fanno risultare meno precisi, ma alla Favera vanno “interpretate”. Entrata stretta, uscita larga, entrata storta a destra uscita storta a sinistra,cellula nascosta (nella neve, sotto ai cartelli, dietro ai birilli)…insomma….mai uguali, spesso non perfettamente visibili, riferimenti di mira sempre diversi. Ci vuole abilità anche per questo. Saper essere il miglior approssimatore è essenziale per poter accumulare meno penalità. Ma i rilevamenti sono il male minore, la gara si vince ai CO, arrivare in tempo è essenziale e per niente scontato. Perennemente a 40 di media, su quei percorsi, bisogna essere bravi e accorti.

    “Robbertì, ma perchè le gare non sono tutte così?” mi ripeteva Valeria, che si stava divertendo all’inverosimile (prima di capitolare). Eh….bisognerebbe clonare Ivo, ma soprattutto cambiare la mentalità dei regolaristi italiani. E adesso, è partito il countdown per la prossima Favera: -365. Il piacere dell’attesa, è esso stesso il piacere.

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  2. Complimenti agli eqiupaggi toscani ben piazzati nell’importante gara veneta,in particolare ai f.lli Balloni ed al mio concittadino Forzi navigatore del grande Pini.

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