..l’ultima salita di Mauro Nesti

Il grande Mauro Nesti ci ha lasciato.
Uno dei più grandi piloti toscani di tutti i tempi, l’imbattibile Re della Montagna. La tua barchetta celeste davanti a tutti per anni e anni, a dispetto dell’età, e a conferma di una classe immensa.

Un momento felice insieme..

Un toscanaccio dal carattere sanguigno. Un combattente che non si è mai arreso. Un vincente. Otto titoli europei, diciassette italiani, oltre 450 vittorie. Era e sarà sempre il “Re della Montagna”: Mauro Nesti è arrivato in cima alla vetta. E adesso ci guarda dall’alto, come era abituato a fare dal gradino più alto del podio. Dal calendario avrebbe cancellato il giorno 13 e, invece, se n’è andato in silenzio proprio oggi. Che strano destino! Ma ha lasciato il suo segno anche dopo aver combattuto la malattia: proprio pochi giorni fa ci ha regalato un saluto che la moglie Anna e la figlia Alessandra vogliono condividere con tutti i suoi amici e tifosi: “Se leggete queste righe vuol dire che ho perso la gara più impegnativa della mia vita. Voglio salutare tutti i miei tifosi e gli amici ringraziandoli per l’affetto che mi hanno sempre dimostrato”.

GLI INIZI IN PISTA Aveva cominciato a correre nelle competizioni motociclistiche e ha solcato le piste negli Anni 60 passando alle quattro ruote: nel 1963 aveva partecipato al Campionato Italiano di Velocità con un’Abarth 850 di serie, poi è passato al campionato italiano di Formula 3 al volante di una Tecno senza però ottenere successi. Ci è tornato nel 1987 quando ha corso il primo mondiale turismo con la BMW M3 e prim’ancora nell’Europeo Turismo con una Ford Sierra Cosworth, ma i suoi successi li ha costruiti nelle cronoscalate alla guida di Chevron, Lucchini, Breda e Osella.

LEGATO AL MOTORE BMW Grazie allo sponsor Cebora si era permesso una Chevron con cui si impose al debutto nel 1972 alla Cesana-Sestriere. Era un perfezionista che conosceva ogni palmo di strada degli insidiosi percorsi in salita. Tranne che nel 2003/04, che ha corso con un’Osella PA21 motorizzata Honda, è sempre stato legato ai motori BMW. Aveva parole speciali per il quattro cilindri 2 litri derivato da quello di Formula 2 che era arrivato ad erogare 328 cv:
“Era stupendo, il miglior motore mai costruito. Aveva quasi 160 cv/litro, impressionante, con una coppia eccezionale che si sfruttava da 8 mila fino a 10.200 giri, e “sopportava” cambiate a 11 mila senza danni. Era un corsa lunga con un regime di rotazione elevato: pesava 30 kg in meno degli altri e aveva una iniezione Kugelfischer che consentiva di fare la carburazione ideale nonostante i dislivelli di 800 – 1000 metri dei percorsi in salita”.

DALLA STORIA AL MITO Mauro sapeva curare una messa a punto meticolosa: conosceva ogni bullone della sua vettura ed era in grado di essere velocissimo anche se non cercava rischi inutili. E, infatti, nella lunga e gloriosa carriera ha avuto pochissimi incidenti: uno alla Cesana-Sestriere nel 1985 (si fratturò tibia e perone) e poi ad Asiago nel 2000, dopo la tragedia di Fabio Danti alla Caprino-Spiazzi che lo aveva sconvolto. Aveva diradato le sue presenza, limitandosi ad alcune apparizioni nelle storiche: gli ultimi successi sono arrivati a 73 anni! Era un polemista nato, ma di cuore: si “incendiava” quando parlava di regole e di sicurezza. E chi ha dimenticato le sfide spesso anche verbali con Ezio Baribbi, lo “sfidante” che aveva cominciato a batterlo. Il leone di San Marcello Pistoiese ci mancherà, ma le sue imprese resteranno scolpite nel racconto delle corse italiane. Escono dalla storia ed entrano nella leggenda…

Le esequie avranno luogo domani, giovedì 14 novembre alle ore 15,00, alla chiesa di San Paolino in Bardalone.

di Franco Nugnes

Tratto da

2 pensieri su “..l’ultima salita di Mauro Nesti

  1. Ho avuto modo di scambiarci due parole nel 2011 alla mostra fotografica organizzata da Autocultura alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia in onore di Nedo Coppini, un altro grande che non c’è più ….
    Era la prima volta che lo incontravo e ci parlavo e l’ammirazione che avevo per lo sportivo fu confermata dall’impressione che ebbi dalla persona, semplice e schietta.
    Mauro Nesti, il piacere è stato tutto mio!

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  2. Quando si perde un Amico, il vuoto diventa pesante, come se un senso di smarrimento riuscisse a prevalere. Ma subito Ti passano momenti ed immagini che conservi dentro di te ed allora in qualche modo ti senti meglio, come se nel Tuo intimo rivivessi realmente quegli attimi che forse non avresti fossero finiti mai. Scusa Mauro, se non ho onorato una promessa che Ti avevo fatto, quando più volte mi avevi invitato, “un giorno qualsiasi vieni a prendere un caffè da me” per parlare della ns. passione comune immersi in quel “Tempio” che era la stanza dei Tuoi inimmaginabili Trofei ! Sei stato primo di tutti in alto delle vette dei massicci che Hai scalato più veloce di tutti ! Mi fa stare bene pensare che anche questa volta Sei arrivato primo e come sempre recordman !! Grazie Mauro di avermi regalato la Tua Amicizia. R.I.P.

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